Ironia. L'ironia è, secondo me, la chiave della vita. Senza ironia siamo perduti. E quindi, ironicamente parlerò della vita di una Janeite. Sogni, speranze, illusioni, il tutto in un mix ironico e disincantato sulla vita di ogni giorno.
sabato 15 novembre 2014
First of all
lunedì 29 settembre 2014
Come film e telefilm possano fare incazzare
Ogni film che sto vedendo ultimamente sembra essere scritto sulla mia sfortuna.
Ogni singola donna in questo film e` una donna cosi` sfortunata (ovviamente in amore) e fa figure di merda cosi` grandi, da portarmi a pensare.. ma che diamine, mi spiano e ci scrivono i copioni?!
Perche` eh no, non basta la sfortuna normale.
Mettiamoci anche tutte le mie cadute, le mie volte in cui avrei dovuto tenere la bocca chiusa.. si`, praticamente sono la versione meno figa e meno spendacciona di Rebecca Bloomwood (Confessions of a Shopaholic).
Quindi oltre a protestare, dovro` anche chiedere un cospicuo risarcimento danni. Cioe`, non sembra una frase detta da me?
Diamo a Cesare quel che e` di Cesare.
Sottolineo comunque, che a me non capitano mai i cosiddetti "colpi di culo" di tutte le protagoniste.
Passando oltre questa utilissima, elevate e sopratutto, importante considerazione sulla mia vita (chiamiamoli anche i pensieri sulla vita che ognuno di noi fa sotto la doccia) ultimamente mi sono tolta qualche film da vedere dalla mia lista. Ne ho circa dieci da vedere, ma partiamo con quello visto ieri.
Divergent.
Ultimamente sono insofferente quindi non mi dilunghero` sul perche` questo genere di film mi stiano sembrando tutti uguali
Ho visto poi un film che sapevo gia` di commedia, o semi commedia, e anche qui abbiamo la versione piu` figa di me, alle prese con un principe, casualmente gnocco, casualmente impegnato con la snob di turno, che casualmente reincarna TUTTI i pregi che un principe dovrebbe avere.
Non ho ancora detto che il principe gnocco e` interpretato da Sam Heughan, questo spiega perche` io lo abbia visto.
Ma una domanda sorge spontanea... chi minchia e` la costumista? Ora, io non saro` un guru della moda o una "fescion bloggher", ma rosso, giallo e grigio mi fanno pensare al ketchup, alla maionese e alla cacca di colomba.
No, no e ancora no.
Film godibile per una serata tra te e il gelato, una di quelle serate in cui resti a casa a farti una maschera di bellezza e metterti lo smalto.
In Italia il film non e` mai arrivato nelle sale, ma Merdiaset lo ha fatto doppiare e proposto sulle sue reti. In italiano il titolo e` "Natale a Castlebury Hall". INDOVINATE IL TITOLO IN INGLESE.
"A princess for Christmas". Perche` minchia non lo traducevate "Una principessa per Natale?" ma chi traduce? Una scimmia urlatrice? *implode*
Passiamo ai telefilm.
Oggi e` anche ricominciato Once upon a Time.
Un telefilm che adoro, ma che da un paio di stagioni, eccezione fatta per qualche puntata, mi sta risultando pesante da vedere.
Purtroppo sembra essere entrato in un cerchio senza fine di "Regina cattivo, Rumple vendicativo, cattivo di turno. Regina buona, Rumple redento, cattivo ucciso. Rieccace qua".
La novita` e` che ora abbiamo Frozen inserito come nuova fiaba.
Che palle.
Per carita`, film graziosino, ma non mi spiego tutta la fama. Si`, due sorelle si salvano a vicenda, ma non e` certo il primo film di animazione Disney a parlare di questo amore!
Brave, che nessuno si e` cagato, mostrava l`amore tra una madre e una figlia, eppure non ne parla piu` nessuno.
Siamo invasi dalle Else e dalle Anne.
Episodio che non mi ha lasciato nulla, e so che e` stata una commercialata, ma il mio cuore ha fatto una piccola capriola nel vedere la scena del ballo Rumbelle.
Stessi costumi, stessa musica de "La Bella e la Bestia".
giovedì 1 maggio 2014
La fiera del cattivo gusto
Dopo il successo del passato post (o siamo tutte molto allergiche oppure siamo stufi della coppia che impone la sua presenza) oggi voglio parlare del cattivo gusto.
Ora, io sono la combattente che veste alla marinara, la paladina della giustizia della libertà personale di vestirsi come ci pare e piace.
Però credo che alle volte bisogna anche saper riconoscere i propri limiti.
Esempio pratico. Ieri una ragazza di colore assolutamente BELLISSIMA, era vestita da capo a piedi con una sola fantasia. Maculata. Scarpe e cappello inclusi. Mi sono sentita ad un Safari, poco ci mancava che mi ritrovassi in jumanji scappadando dai rinoceronti, ma il punto è: lei era felice di vestire così. Non critico lei, anzi, abbiamo pure parlato ed era pure molto dolce e gentile, quindi posso solo dire "brava!" per catafottersene del pensiero altrui.
Ma prima di lei a colpirmi è stata la totale noncuranza con cui una ragazza inglese si era conciata. Preciso: non era "magra" ma il punto è che il fisico conta fino ad un certo punto. Se hai classe, anche il rotolino in più ti sta bene. E poi le ossa piacciono ai cani, e nemmeno.
La "mise" era la seguente: sandalo bianco con tacco, calza nera, gonna in pelle ascellare (ho visto la cucitura dei collant e mi ha fatto sapere di portare mutande bianche) camicia color verde acido con borsetta del medesimo colore.
Capello biondo cotonato e trucco da battona.
Si è avvicinata con la scusa di chiedere qualcosa, ma una che entra urlando nella galleria di un museo "paintings! " la dice lunga sulla sua persona. Probabilmente non ne aveva mai visti.
Vi lascio quindi con un quesito.
L'abbigliamento è una spina nel fianco di ogni donna, e spesso ci si sente dire da molti "maschi", che se indossi certe cose (es, una minigonna) è perchè vuoi farti vedere. Contrari o no? Oppure siete per il "indosso ciò che voglio, fregandomene? "Chi mi conosce sa come la penso, ma è sempre divertente confrontarsi con altre persone :)











