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mercoledì 21 dicembre 2016

Piccoli problemi di cuore

Ho deciso di chiamare questo post cosi` perche` per me e` partito tutto da li`.
Ve lo ricordate, no? Piccoli problemi di cuore, il cui reale nome altro non era che "Marmalade Boy". Ed eccola la`, gia` la prima bugia.
Siamo negli anni 90 e io, piccola e ingenua bambina, che poco sapeva dell`amore, viveva di shojo e anime giapponesi in generale, quando non era impegnata a fare sport o iniziare a leggere libri.
Alle elementari infatti, come potevi capire se un bambino ricambiava il tuo interesse? Scrivere un biglietto con la fatidica domanda e chiedere alla fine di segnare una "X" nei famosi "si`" "no" "forse", sarebbe stato troppo per me.
Timida e insicura com`ero, avrei preferito portarmi quel segreto nella tomba, ma volendo comunque confessare questa cotta a qualcuno, decido di farlo con mia nonna.
Ora, ad una bambina di 8 o 9 anni, che ti confessa la sua prima cotta, cosa dovrebbe dire una nonna?
Sicuramente, non quel che mi disse la mia.
"E` di buona famiglia?" "ehm.. si`". (Leggasi, non ne avevo idea) "ottimo, ottimo. Non dimenticare sempre che la famiglia e` lo specchio di cio` che siamo." E io, ammutolita per i seguenti cinque minuti di paternale sull`importanza del lavoro dei suoi genitori e il loro ceto sociale, tornai a casa piu` confusa di prima.
E cosi` decisi di non parlarne piu`, passando i pomeriggi dai nonni davanti la tv a incantarmi davanti "i cartoni animati". Ed e` stata la mia rovina. Negli anni, ho seriamente pensato di far causa a Cristina D`Avena che mi ha seriamente convinta che "dove anche un sorriso e` qualcosa di piu`". NO! NON E` VERO! PER NIENTE!
Ma vi immaginate me, a scuola, vedersi fare un sorriso dal bambino dei miei sogni (tra l`altro ora sposato e padre di famiglia) e restare impalata pensando "OMMIODIO, CRISTINA AVEVA RAGIONE".
Per tutte le elementari, mi sono tenuta questo segreto. E mi sono persino iscritta al coro della chiesa per essere sicura di vederlo anche la domenica. Robe che se ci penso, mi convinco che tutto il mio problema era gia` evidente sin da quando ero una bambina.
Alle medie non e` andata meglio. Sin da subito ho iniziato ad attirare ragazzini bipolari, che mi scrivevano bigliettini dolci e di presenza mi prendevano in giro, come se si vergognassero di me.
Questo ha comportato un mio allontanamento da ogni persona che potesse causarmi problemi, dato che venivo spesso isolata, ma anche li`, per circa tre anni, ho avuto una cotta (mai ricambiata, anche perche` anche qui preferii il silenzio) per un ragazzino poco piu` grande di me.
E io, ancora credendo alle parole di Cristina D`Avena quando cantava "quando un volto restera` nel tuo cuore e saprai che il proprio amore (o primo amore?) anche se tu adesso non lo sai"o peggio "Io sospiro e penso a te, percheeeeeeeeee` tu sei nei sogni mieeeiiii , ma se pooooi sei qui con meeee non riesco maaaai a dirti sai, che io ti voglio beneee" ero convinta che un giorno si`, mentre lui si spostava i capelli dal viso dopo una partita di calcio, si sarebbe accorto di me, alta quanto un soldo di cacio, timida e perennemente insicura. Come no. Cosi` confesso i miei sentimenti in una lettera. Ma essendo un genio, non aspetto di consegnare la lettera appena lo vedo, no. Invio questa lettera ad un perfetto sconosciuto.
Ebbene si`. Non sapendo il nome del padre, provai a indovinare dall`elenco telefonico, risalendo alla zona in cui sapevo vivesse. Ora, non ho mai ricevuto risposta, ovviamente, ma sono abbastanza certa che qualcuno abbia riso con le lacrime.
Se stai leggendo questo post, sappi che ero io. Ripeto, troppi shojo.

La verita` e` che sin dalle elementari avevo capito che le ragazze come me, quelle un po` sulle loro, timide ma socievoli se gliene dai l`occasione, educate e gentili, non sarebbero MAI state prese in considerazione. Purtroppo piaceva la classica belloccia senza cervello: ancora ricordo quando alle medie un simpatico compagnetto mi disse che, se fossi stata almeno bella la meta` di una nostra compagna (la piu` bella della classe) allora sarei gia` stata considerata simpatica. Inutile dire che gli scrissi una grossa parolaccia nello zaino e lui non se ne accorse per un paio di giorni.

Al liceo le cose andavano gia` meglio. Ancora vagamente convinta che esistesse un briciolo di romanticismo, mi convincevo che sarei piaciuta per cio` che ero, anziche` essere preferita alla classica belloccia tutta ricci, tacco e minigonna.
Diciamo che con la mia prima storia seria un po` di autostima e` venuta a crescere, ma con la fine di questa storia, mi sono cominciate a capitare cose a meta` tra l`assurdo e l`ironico.
Innanzitutto, ho pensato che l`ironia, in particolare su me stessa, potesse aiutarmi molto a superare certe batoste (non e` bello lasciarsi con il tuo ragazzo e sapere che aveva gia` una storia con la tua amica, no?)
Ma con l`ironia ho fatto dei passi da gigante, specie quando venivo approcciata per strada da figuri poco chiari con domande tipo "Hey bella, come te la passi?" "fino a poco prima che mi fermassi, molto bene". lasciando li` il povero idiota senza parole.
Alla scortesia accumulata negli anni, si risponde con altrettanta scortesia.

Io ero oramai quella che ai link amorosi rispondeva con ironia e un filo di acidita`, diciamocelo.
Negli anni non sono granche` cambiata: parole tipo "battuffoletto del mio cuore" o "piccolo uramaki intriso nella salsa di soia" non sono mai uscite dalla mia bocca, e temo non usciranno mai, a meno che non siano rivolte a sconosciuti cani per strada.
Ma era quello che mi succedeva nel mentre, che rendeva la situazione ancora piu` fantastica.
Fermo restando che, a quanto pare, la gente si basa molto sul mio aspetto fisico per decidere se sono simpatica o meno, o addirittura, su suggerimenti dati per il posteggio, ma ero giunta alla conclusione. Se mi piaceva qualcuno, dovevo dirglielo.
Non parliamo nemmeno di tutte le volte che il sentimento non veniva ricambiato o svalutato, perche` nel corso della vita sono stata spesso "l`amica" quella con cui confidarsi, o con cui uscire a prendersi una birra
Decisi che era appunto il momento di agire. Essere piu` sicura di me, essere una donna che sapeva quello che voleva e come lo avrebbe ottenuto...
Ma temo qualcosa sia andato eccessivamente storto. Non so se la mia ironia o il mio sano cinismo abbia contribuito a farmi arrivare a questo punto, ma piu` crescevo, piu`mi succedevano cose al limite del paradossale. 
Mia madre me lo diceva sempre. Tu sembri uscita da un film, o un cartone animato. Ma e` piu` forte di me: prendere la vita con un sorriso o non prendermi eccessivamente sul serio e` una cosa che mi fa stare bene
E quindi, cosa mi e` successo di cosi` assurdo negli ultimi 5 anni, tanto da scriverci un post?
Innanzitutto, purtroppo, sono cominciati i vari"prego signora, dopo di lei" detto da ragazzi miei coetanei o poco piu` piccoli di me. A quanto pare nonostante io esca struccata, coi jeans strappati, gli anfibi, i capelli rosso fuoco, e uno zainetto con borchiette e spille, sono una signora. Evvvvabbe`, vuol dire che ho classe da vendere. Pazienza.

Poi sono iniziati gli approcci degli stranieri. Frasi tipo "saresti una perfetta matrigna per mio figlio di quattro anni" non sono esattamente le parole piu` belle che vorresti sentire, anche perche` nella mia visione le matrigne delle fiabe erano sempre le stronze gelose della bellezza e della bonta` delle loro figliastre.
Decisamente poco galante, almeno per me.

Sempre gli stranieri mi lodavano per la mia italianita` (?) mentre gli italiani non capivano fossi italiana. Il problema e` che i primi, cercavano una fidanzata italiana da sposare convinti che ancora oggi nel duemila, le italiane stessero chiuse in casa a cucinare, andando in chiesa la domenica e portando la gonna fino al ginocchio, e quando ho dovuto ammettere che no, non giriamo piu` col capo coperto e che non passiamo 12 ore in cucina a sfornare manicaretti, niente, le mie prospettive di matrimonio sono improvvisamente sfumate.
Gli italiani invece andavano dritti al sodo, ma nel modo sbagliato: offrendomi la droga.
Vi giuro, non e` uno scherzo. Secondo loro, mi sarei dovuta sentire onorata perche` "avevo la faccia di una che si droga" "ah no sai, vedendo il tuo stile immaginavo mi potessi dire dove acquistare droga e divertirci assieme" e niente, per me che non fumo manco sigarette e` tutto molto divertente

Sempre negli ultimi anni ai vari inviti a prendere un caffe` sono stata pesantemente insultata. In teoria non sarebbe divertente se non fosse che ho risposto con un aplomb da Elisabetta I. 

In Inghilterra mi hanno cercato un fidanzato. Giuro, era diventata la missione di molte signore. 
Figli, nipoti, anche semplici clienti che chiedevano informazioni, tutti possibili candidati per mettere fine al mio periodo da single.
Memorabile un giorno, l`arrivo di un ragazzo. La mia collega, una vivace signora di circa 60 anni, mi da` una gomitata. Ammicca e mentre parliamo con lui, lei chiede (a lui) cosa ne pensasse di me. Per aggiungere, come se niente fosse, che cercavano un fidanzato inglese per me. Io, fucsia in viso, e lui, rosa porcellino, ci guardiamo sperando di essere inghiottiti dal terreno.
Per fortuna lo lascio andare con un "buona visita, non faccia caso a quanto ha detto, e arrivederci". Il poverino ha salito le scale barcollando.
Oramai era una questione di onore per molte di loro, per cui mi sono ritrovata circondata da un gruppo di una decina di signore che mi chiedevano informazioni sui miei hobby per vedere se collimavano con quello dei loro parenti. Bridget Jones chi?

Un giorno ero invece seduta a farmi i fatti miei, completamente assorta nei miei pensieri. Aspettavo una amica, per cui ogni tanto guardavo il cellulare. Si avvicina un ragazzo indiano, che vendeva rose rosse. Insisteva affinche` ne comprassi una, cosi` con una risata esclamo "ma guarda che dovrebbe essere un ragazzo a regalarmi le rose. Io sto aspettando una amica". E lui niente, ha pensato dovessi essere lesbica perche` ha detto "appunto, le regali una rosa" (rossa. Chi non l`ha mai fatto). Insomma, anche gli ambulanti che vendono fiori si sono adeguati ai tempi, per cui ci puo` stare se volevano che regalassi quella rosa rossa. Alla fine e` ripassato, notandomi seduta con la mia amica sempre li`, e ha insistito che comprassimo quei braccialetti dell`amicizia che tanto andavano di moda negli anni 90. Noi, sul disperato andante, acconsentiamo, ma gli regaliamo semplicemente i soldi senza bisogno di ricevere altro. Lui insiste. Sospetto si sia sentito una fata madrina nei nostri confronti.

Un`altra volta invece, ero a cena fuori con degli amici. Un ragazzo appena conosciuto voleva convincermi in tutti i modi che non dovevo tornare in Inghilterra, con le solite scuse del palermitano medio "abbiamo il sole e il mare, il cibo" cose di cui proprio a me non frega nulla. Un ragazzo indiano ci nota e viene sparato verso di noi. Io, avendolo captato con i miei sensi da ragno, anticipo subito: "no, non e` il mio ragazzo. Niente rose, grazie". Sorrido e spero non insista.
Lui: - Come mai? - 
- Come mai cosa? - 
- Come mai non hai un fidanzato? - ed eccoci qui. Ma che ne so io? Insomma, non e` sempre stata una mia scelta, no? 
Indecisa su cosa dire, sospiro. - E` complicato, ma va bene cosi`, non mi dispero - . E lui cosa fa? Ebbene, si siede accanto a me e mi dice che ha tutta la serata. Ridiamo tutti insieme, compreso lui, e praticamente mi ha cominciato a fare il terzo grado sulla mia vita sentimentale.
Alla fine scopro che ha 22 anni, una fidanzata in Bangladesh e che vendendo rose sperava di raccogliere soldi per poterle dare qualcosa nella vita. Gli ho regalato quello che avevo, tra abbracci e auguri per le nostre vite. Cinica si`, ma non del tutto.

E infine, una delle piu` fresche. Non parlo dei conoscenti che mi chiedono "E tu? Sposata no? " come se fosse l`ovvieta` piu` grande, e gia` quest`anno me lo sono sentita chiedere piu` di tre volte, ma parlo di lui.
Un altro ragazzo del Bangladesh, che ha lavorato da noi per un po`. Lui sposato, gia` padre di famiglia, un bel giorno, mesi dopo che lavorava da noi e che quindi, aveva preso confidenza, si avvicina da me, fissandomi un po` perplesso o indeciso se dirmi qualcosa o meno.
Lo guardo a mia volta, sorridendo con fare incoraggiante. E arriva la domanda:
- Mi chiedevo, io non vedo foto di ragazzo e te nella tua stanza, come mai? Non ti piacciono? - e avete presente il momento in cui vi prendono nuovamente per gay e pensate che avrebbe piu` senso dire di si`, che lo siete?
- No, semplicemente non ho un ragazzo - 
- Ah ma in mio paese donne della tua eta` non sposate e ` una cosa molto strana -. Mio caro amico, nonostante io "abbia la mia eta`" non ho mica firmato un contratto, no? Sorrido ancora nonostante la grande voglia di allargare le braccia ed esclamare 
- Beh anche un tempo era cosi`, ma ora molte donne e anche molti uomini scelgono di non sposarsi. - Sorrido, speranzosa che la cosa finisse li`, ma lui annuisce ed esclama
- Secondo me cose piu` semplici se anche voi vi sposaste come io e mia moglie, noi ci siamo visti in foto e sposati poi - . Ok, e` una prassi ancora molto usata nel suo paese, in India, anche in Cina, ma siamo onesti.
Mi/ Vi vedete pensare di sposare qualcuno appena visto in foto? 

E poi eccoci, al ballo. Non organizzato da me, ma comunque un ballo.
Premesso che non stavo benissimo, la crinolina mi comprimeva e stritolava la pancia gonfia (mannaggia a me che ho mangiato roba normale <3) e il vestito andava sistemato ogni due secondi, ma immaginate sentirsi dure tutto il tempo "e i cavalieri?" "perche` tutti hanno i cavalieri e tu e la tua amica no?" "ma siete sole?"
Alche`, esausta, ho pensato di esclamare "Purtroppo i cavalieri sono sono in guerra!" 


Ok, in conclusione, il matrimonio combinato non e` poi cosi` una cattiva idea, se mi dicessero che Ben Barnes o Tom Hiddleston cercano moglie, o che Jang Keun-suk e Ji Chang-wook vogliono far parte del mio harem, chi sono io per dire di no? Ma conoscendo la mia fortuna, e` abbastanza probabile che io, in foto, mi troverei soltanto cinquanta sfumature di Collins.


Gia` che ci siamo, auguri!

mercoledì 29 giugno 2016

L`importanza di essere single

Oggi voglio parlare di un argomento che mi sta a cuore.
E` vero che molti di noi passano la vita a cercare la cosiddetta, anima gemella. Qualcuno e` abbastanza fortunato da trovarlo/a, da passarci la vita oppure no.
Altri sono seriamente convinti che la propria anima gemella sia morta di stenti, non sia ancora nata, oppure semplicemente il grande Demone Celeste ha destinato quella persona ad una vita ascetica fatta di rinuncia e solitudine.
Chi lo sa?
Il punto e` che non sempre essere single e` un male. Vediamo perche`.


  1. La liberta`. Che sembra qualcosa che in coppia si ha, ma non e` cosi`. Magari il partner vuole uscire e voi no. Magari avete voglia di uscire con amiche o amici e il partner se la prende. Magari segue la scaramuccia. Magari vi arrabbiate e litigate. Ecco, da single, tutto questo non accade. Se vuoi uscire esci, se non vuoi non esci. Sei tu e solo tu. E non rendi conto a nessuno

     
  2. Quando guardi un film, non partiranno battute di nessun tipo. Ovvero; sullo schermo c`e` un bel figliolo che diciamolo, vi solletica l`ormone. Il vostro fidanzato/marito/compagno sentira` l`orgoglio ferito e porra` la seguente domanda: "COSA HA LUI CHE IO NON HO?" che vi fara` sospirare e pentire di aver visto un film. Allo stesso modo una donna vedendo un film con il proprio lui, se ne uscira` con quelle battutine sottili sottili, o commenti trabocchetto del tipo "hai visto che bel sedere che ha?" PER AMOR DEL CIELO NON DITE DI SI`, SPACCIATEVI PER GAY E FUGGITE IN MESSICO. E potrebbe anche capitarvi di sentirvi dire "mi spieghi perche` non fai come lui? TU NON LO FARESTI MAI PER ME LO SO NON MI AMI ABBASTANZA". Io ve l`ho detto.
     
  3. "Ma come sei vestita?" "Ma devi metterti quei pantaloni?" "Ma non sei scollata?" "Amore quella camicia non mi piace, non si intona alla mia borsa" 
  4. Niente problemi di gelosia. Al massimo potreste essere gelosi del vostro frigo e di qualcuno che lo apre in maniera impropria, magari prendendo la vostra birra e le vostre patatine. Il cibo non vi delude mai 
  5. Volete mettere la bellezza di camminare per casa in mutande grattandovi il sedere, spuzzettando in giro e gareggiando tra voi e lo specchio a suon di rutti, senza far perdere ogni attrazione possibile? Ammettiamolo! Anche le donne fanno i ruttini, spuzzettano e fanno la cacca, e magari cantano anche la canzone di Homer Simpson Sto seduto sopra il ceeeeeeeesso!
  6. Questa non ha nemmeno bisogno di essere commentata

  7. Ammettiamolo, quando ci sfiora l`idea di avere una relazione, un flirt, uscire a cena, veniamo assalite da ogni tipo di paranoia possibile. "Perche` non chiama? Avro` detto una stupidaggine? Perche` non mi ha nemmeno scritto un sms?" Basta non uscire, essere asociali e spegnere ogni speranza e felicita` nella vostra vita <3 
  8. Puoi provarci con chi vuoi o non provarci affatto. Camminare per strada, in macchina, nei locali, vedere qualcuno che ti piace, e sbavare senza ritegno. E nessuno potra` dirti niente. 
  9. Non ci saranno offese di nessun tipo perche` ti dimentichi le date importanti. Fidatevi non e` solo prerogativa maschile. Sono una ragazza, e faccio schifo con ogni data importante. Persino i compleanni di genitori e fratelli. Lo ammetto; specie per le date importanti tra fidanzati, san valentini, festa del quaraqua io reagisco cosi`. 
  10. Puoi fare battute sconce e non far offendere nessuno, anzi passi pure per simpaticona

  11. Vivendo ed essendo soli, potrete lasciarvi andare ad ogni tipo di sfogo senza che nessuno ne risenta, si risenta o vi dica qualcosa del tipo "che sei esagerata!" 
  12. Sarete dei sociopatici bellissimi 
  13. Potrete sperimentare nuove sensazioni senza timore di essere giudicati o non capiti. 
  14. Essendo comunque sfigati preferite non avere nessuno che vi piaccia per timore che vada tutto male. E magari vi risparmiate pure dispiaceri! 
  15. Fate quello che volete quando volete e con chi volete. Il che ricorda molto il punto 1, ma qui scrivero` anche una cosa importantissima; potrai mangiare cio` che vuoi all`ora che vuoi e con chi vuoi. Mica niente! 
  16. Non dovrai mai scegliere tra lui/lei e gli amici. Tra i tuoi hobby e il loro amore. Tra voi stessi e loro. Amare se` stessi e` la cosa piu` importante perche` e` con noi stessi che passeremo il resto della nostra vita. 
  17. Segretamente, molto segretamente, stiamo solo aspettando quella persona che possa davvero capirci con uno sguardo, che non rappresenti un ostacolo ma un appoggio concreto ai nostri obiettivi e alla nostra persona. Che non sia solo un/a persona da frequentare. Ma una persona con cui crescere passo dopo passo, aiutandoci nei momenti piu` difficili e in quelli facili. Con cui ridere, parlare, confrontarsi e amarsi. 

giovedì 21 gennaio 2016

Lydia, la fuitina e una vera Mrs. Bennet

L`altra volta ripensavo ad un vecchio compagno di scuola.
Uno di quelli di cui in realta` hai ricordi frammentari, che pero` ti hanno lasciato comunque addosso una impressione. Questo mio compagno di scuola sarebbe stato un perfetto personaggio per la zia Jane. Perche`?
Leggete e lo saprete!
Non appena arrivata al liceo mi sono trovata un mondo molto diverso. Non avevo compagni di paese, ne` che conoscessero cosi` bene il dialetto della mia citta` natale (Palermo).
Cosi` ho conosciuto realta` fino ad ora sconosciute, tra cui quella della tradizione della "fuitina".
Ma che c`entra il mio compagno?
Beh, sin da piccola ho avuto una passione smodata per gli anelli. Porto sempre almeno tre anelli a mano. Si`, probabilmente direte "mon dieu, totalmente bocciata" ma dopo essere arrivata a possederne una trentina, capirete che il mio e` un reale problema. Anyway, questo compagno, vedendomi un giorno con un singolo anello nell`anulare sinistro, si era avvicinato con un sorriso poco chiaro. Beh, direte che sono stata ingenua, ma avevo appena 14 anni, figuriamoci se pensavo a qualcosa oltre il mio amore per gli anelli (NO, NON SONO COME LYDIA).
Cosi` questo compagno si avvicina, mi prende la mano ed esordisce in dialetto con qualcosa che tradurremo con "ma cosa sei, fidanzata ufficialmente?" ovviamente non avevo capito una sola parola, tranne che "zita", ovvero la parola dialettale per "fidanzata". Cosi` lo fisso perplessa e rispondo con un geniale "ma ho solo 14 anni" quando su mia insistenza ripete la domanda in italiano.
Una compagna, provando probabilmente pieta` per la mia ignoranza in materia, mi spiega cosi` che in alcuni quartieri di Palermo persisteva questa tradizione della fuitina, cioe`: due fidanzatini, di eta` dai 13 ai 19 anni (per fare un esempio pratico) scappavano insieme per amore, protetti da un parente (in genere, la madre di lui) e che, una volta compiuto il fatto, le famiglie - dopo aver finto ovviamente grande stupore per l`accaduto, promesse di duelli e vendette piu` o meno immediate giusto per dar spettacolo ai vicini - insomma, i due possono convolare a nozze o far sapere la notizia. Fidanzamento ufficiale, anellino da fidanzamento se i due colombi sono ancora minorenni, Con tanto di bomboniere. Si`, avete capito bene.
Cosi`, anni dopo, quando ho letto per la prima volta Orgoglio e Pregiudizio, leggendo Lydia e quanto aveva combinato ai danni della sua famiglia, ho pensato che Lydia fosse palermitana. O che fossi circondata da un branco di Lydie.
Il punto e`, che la gente non crede davvero che questo libro e` piu` attuale di quanto si creda.
Non siete ancora sconvolti?
Crescendo, ho potuto conoscere una coppia di sorelle di cui ora ho perso ogni traccia.
Loro venivano esattamente da una di queste famiglie descritte, dove le ragazze potevano uscire solo se accompagnate da un chaperon, il pretendente doveva essere presentato alla famiglia e il loro legame ufficializzato.
Ovviamente, risi come una scema, ma loro erano serissimi. Scoprii con un lieve sentore di panico e orrore, che non avevano mai avuto l`opportunita` di vivere come una ragazza normale. Niente feste, niente uscite pomeridiane con le amiche, per preservare la loro nomina. Persino andare in una scuola pubblica era un disonore ("quelli si drogano!" cito. Si`, io andavo in una scuola pubblica)
E la gente si meraviglia davvero se leggiamo zia Jane?? Non lo sa che c`e`ancora gente che vive attualmente come nella sua epoca?
Ma non finisce qui.
Avevo deciso di chiamare la madre Mrs Bennet. Insomma, voglio dire, era lei. A dir poco inquietante. L`unica cosa di cui sapeva parlare era della perfezione di suo marito. Del futuro roseo delle figlie. Delle loro prospettive di matrimonio.
Invece io ero la sfigata del trio, che non aveva storie, se ne fregava, e non aveva sopratutto la pressione della "famigghia" nel portare onore sfornando un pargolo.

La cosa divertente, e` che gettava le figlie tra le braccia di qualsiasi maschio etero che passasse da quelle parti. Incluso quello che sarebbe diventato il mio primo ragazzo ufficiale. Immaginate l`ilarita` della situazione nel sentirla gia` parlare del fidanzamento della sua figlia piu` giovane con lui quando in realta` lui usciva con me. E insomma, avrei potuto scrivere Orgoglio e Pregiudizio ambientato negli anni del duemila. Sarebbe stato un successone.
Insomma, una volta scoperto che in realta` il suddetto figliolo era gia` stato preso da me, la sua delusione fu cosi` grande da interdirmi l`entrata di casa sua per un paio di settimane. Una volta ottenuto il perdono divino, spinse sua figlia piu` giovane a cercarsi immediatamente un ragazzo. Non esisteva che sua figlia potesse essere umiliata cosi`. La piu` grande pero`, doveva essere presente ad ogni loro incontro. Riferiva alla madre tutto quello che accadeva, oserei dire che era una sorta di Mary, a tutti gli effetti. Ricordo ancora un pomeriggio estivo, lei che teneva la conversazione con cugini di sesto grado sulla perfetta riuscita di questa unione, gongolando per un futuro matrimonio. Avevamo io e lei 17 anni, la piu` grande 19.
Non sapevano pero` che in realta` la cara, pura e casta figliuola, non era affatto casta. E io ero la confidente. Giuro che non volevo. Insomma, mi ha sconvolta, non poco.
Insomma, la storia tra loro ovviamente naufraga, e negli anni futuri le sue storie sarebbero piu` o meno tutte naufragate per l`atteggiamento dei suoi genitori. Io mi mantenevo dignitosa nella mia situazione, cioe` questa.
Credo che alla fine, avere avuto a che fare con una Mrs. Bennet, una Lydia e una Mary sia stato comunque positivo.
Mrs. Bennet mi ha pungolato finche` ha potuto sulla mia condizione di zitella donna single, ma alla fine, vedendo l`estrema infelicita` delle sue figlie, preferisco NETTAMENTE vivere cosi`.
Mary e` stata (o lo e` ancora, non saprei) per lungo tempo fidanzata con un ragazzo che le impediva di uscire, avere amici o anche solo sentire voci femminili quando lui la chiamava al telefono. Molte volte, mentre mangiavo un gelato seduta nel loro salotto, dovevo stare in silenzio altrimenti si sarebbe insospettito. Evidentemente ero un uomo sotto copertura.
Lydia invece, si era fidanzata per la terza volta con un ragazzo ricco, ma povero di cervello. Sembrava un po` uno scimmione, con tutto il rispetto per questi meravigliosi amici. Vi dico solo che una volta davanti a me disse che pensava di farsi una plastica per mettersi gli addominali e i pettorali....
mie care ragazze.. l`ho gia` detto che essere sole non e` brutto, vero?
Alla fine, la stessa Lydia, prendendomi da parte, mi aveva confessato che stava con lui solo perche`, essendo ricco, l`avrebbe potuta aiutare a lasciare la sua famiglia. Aveva abbandonato l`universita`, non lavorava, ne` faceva qualcosa della sua vita.
Non ho davvero idea di cosa ne sia stato di queste due sorelle, ma quello che e` certo e che "avranno una madre amorevole" che non avrebbe smesso di prendersi cura di loro, ne` di ricordare che tic toc, l`orologio biologico continuava.

Avete mai incontrato una Mrs. Bennet?
Come ne siete uscite vive? :D